Come funziona un masterizzatore
Innanzi tutto, occorre spiegare cos' è un masterizzatore, che può essere definito come una particolare periferica del computer che permette la scrittura di dati in formato digitale su un supporto Cd-Rom vergine. La prima distinzione da fare riguarda proprio la "base" su cui incidere, ovvero i cd che possono essere Rom, cioè "Read Only Memory", su cui si può incidire un'unica volta, e Rewritable, ovvero riscrivibili. Questo influenza la tecnica utilizzata dal masterizzatore. In generale, un cd-Rom è formato da tre strati: il più esterno, ovvero il lato inferiore, è una pellicola di plastica protettiva. Lo strato interno è invece rivestito da una sottilissima membrana di metallo riflettente sulla quale il raggio laser del masterizzatore inciderà i dati. Infine, la faccia superiore del disco è la serigrafia con la marca del prodotto. Se si ingrandisce la superficie di un cd, si potranno notare sequenze di piccole cavità, i cosiddetti "pit", che, interpretati dal lettore cd, rappresentano le nostre informazioni in formato digitale, siano esse "scritte" sotto forma di testo, foto o brani musicali. Il raggio laser dell'apparecchio riproduttore viene riflesso in maniera diversa a seconda della presenza o dell'assenza dei "pit". Le variazioni sono poi trasformate in un segnale elettrico e decifrate dal computer. Il raggio laser del masterizzatore, invece, "scava" le piccole cavità. La tecnica utilizzata dai masterizzatori per cd-Rom è piuttosto semplice, perché il raggio laser di cui è dotato e che va a "scrivere" i dati incide lo strato metallico in maniera molto profonda (in gergo tecnico si dice che lo "brucia"). In questo modo la traccia di "pit" lasciata diventa in qualche maniera indelebile, cioè non sarà mai più possibile andare a riscrivere una zona già bruciata. Per quanto riguarda invece l'altro tipo di masterizzatore, quello cioè che può registrare su cd riscrivibili, il meccanismo è leggermente più complesso. Questo masterizzatore deve essere dotato di un dispositivo che agisce sia sull'intensità sia sulla durata del suo raggio laser così da poterle regolare. Infatti, lo strato metallico dei cd viene portato a una temperatura di circa 600° C e poi raffreddato velocemente. Questo sbalzo termico provoca un repentino cambiamento del suo stato fisico che si trasforma da cristallino in amorfo, producendo una zona in cui la luce non è riflessa. In un secondo momento, poi, la lega metallica viene portata a 200° C , ma questa volta viene lasciata raffreddare lentamente, così da farla tornare allo stato cristallino. A questo punto il compact disc è pronto per una nuova incisione.