Foto Album, il fotografo ed il grafico: odio e amore

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Tra il fotografo di cerimonie ed il grafico di foto album vi è un odio ed un amore che si alternano continuamente. Da un lato il fotografo che, mentre scatta, immagina già la sua foto in un album che riempie tutta la pagina, dall’altro, il grafico che si ritrova oltre 500 foto da selezionare, elaborare ed impaginare. Una lotta di aspettative e risultati che non sempre finisce con un accordo.
Il fotografo, nella maggior parte dei casi, ha competenze grafiche di base o avanzate (per quel che riguarda la creazione di un foto album), e per ovvi motivi di tempo, e di capacità, preferisce affidarsi ad un grafico per la realizzazione del foto album, ma purtroppo i risultati non sempre sono quelli che ci si aspetta… ma la colpa, di chi è?Senza titolo-1

Parlare di colpe è forse eccessivo, probabilmente se nascono dei problemi è perché non si è raggiunta una intesa fotografo/grafico, intesa che purtroppo raramente nasce sul primo lavoro e probabilmente nemmeno dopo il trentesimo lavoro. Se un fotografo decide di affidarsi ad un grafico, innanzitutto deve avere le idee chiare sul tipo di prodotto che intende consegnare e dare delle dritte riguardo l’elaborazione, fornire indicazioni precise, specificare cosa piace e cosa non piace in modo tale che il grafico possa creare un profilo del fotografo ed adattare il proprio stile alle esigenze e consegnare un prodotto che soddisfi le richieste. Al fine di raggiungere tale intesa ecco alcuni consigli che dovrebbero seguire un fotografo ed un grafico.foto album

Cosa dovrebbe fare il fotografo

Il fotografo, che abbia o meno competenze grafiche, non può pretendere che il grafico realizzi un album che rispecchi in tutto e per tutto lo stile di elaborazioni precedenti, magari realizzate da altri grafici. Ogni grafico ha un proprio stile e questo sarà sempre evidente, in ogni dettaglio, e trapelerà in ogni pagina, quindi non deve in nessun modo forzare la creatività, dovrà fornire delle linee guida e delle preferenze sulle quali deve essere realizzato il lavoro.
E’ buona norma che il fotografo non consegni tutti gli scatti al grafico, dovrebbe fare una selezione degli scatti migliori eliminando quelle foto che non ritiene opportune inserire nell’album. Essendo le foto soggettive uno scatto che potrebbe non piacere al fotografo potrebbe invece piacere al grafico.
Il fotografo dovrebbe mostrare i lavori finiti al grafico in modo che questo possa rendersi conto della qualità di stampa e dei profili colore da utilizzare in fase di lavorazione.
Il fotografo dovrebbe scattare e selezionare le foto in base al tipo di lavorazione e grafica. Se l’album richiesto prevede molti dettagli, tagli stretti e primi piani, questi devono essere fatti in fase di scatto e non devono essere ricavati dall’ingrandimento delle foto.
La selezione, così come le foto, devono essere fatte con criterio. Il grafico deve essere messo in condizioni di poter creare la pagina senza difficoltà, troppi primi piani, o troppe foto intere, tutte foto verticali, pongono dei limiti oggettivi alla creazione del foto album.
Il fotografo non deve aver paura delle novità, di solito dietro una foto particolare, dietro un viraggio di colore estremo, c’è una indagine di mercato da parte del grafico che, osservando le tendenze, è portato all’utilizzo o meno di determinati filtri. Sono sempre più le persone che richiedono filtri fotografici stile Instagram o Retrica, che, per quanto possano non piacere al grafico o al fotografo, sono pur sempre richieste e tendenze che ci si aspetta di trovare in un album.
Il fotografo deve capire le richieste di chi lo ingaggia, vendere il suo stile ed adattarsi allo stesso tempo alle richieste di chi lo assume. Se una coppia sceglie un fotografo piuttosto che un altro per il loro matrimonio, probabilmente sono rimasti colpiti dal suo stile e dalla qualità del prodotto, probabilmente altri conoscenti si sono affidati a lui e lo hanno vivamente consigliato. Capire i gusti del cliente è fondamentale, proporgli varie soluzioni, varie lavorazioni risulta indispensabile per comprendere come muoversi e che tipo di foto fare durante la cerimonia, in modo da effettuare scatti mirati che aiutano il lavoro di post-produzione. Mostrare diverse lavorazioni ai clienti dimostra professionalità e spirito di adattamento ad ogni tipo di richiesta, ciò non significa cambiare il proprio modo di lavorare, bensì capire come muoversi per lavorare bene.
Il fotografo dovrebbe indicare al grafico eventuali richieste particolari del cliente, ad esempio foto a cui il cliente tiene particolarmente (vuoi per un parente, vuoi per la location o un oggetto di arredo) o motivare uno scatto particolare perché ci si aspetta una determinata lavorazione (un bianco e nero, una foto ad alto contrasto o una sequenza di immagini), inoltre deve indicare i gusti del cliente al grafico in modo tale che questo possa orientarsi verso un determinato tipo di lavorazione.
Prima di stampare l’album, il fotografo dovrebbe mostrare il lavoro in digitale al cliente al fine di evitare brutte sorprese che possono comportare la ristampa di una o più pagine. (effetti, composizioni, espressioni che non piacciono, persone mancanti o sgradite)
Il grafico va pagato alla consegna del materiale digitale, non pretendere che questo per il pagamento attenda il saldo dei tuoi clienti.
Infine, come già detto, bisogna stare al passo con i tempi. Bisogna sempre aggiornarsi, seguire le tendenze e, eventualmente, azzardare e testare nuove proposte, stare un passo avanti e, perché no, creare la tendenza.grafico

Cosa dovrebbe fare il grafico

Se un fotografo ti ha scelto come grafico, molto probabilmente gli piace come lavori, ciò non significa che qualunque cosa tu faccia sia incontestabile.
Il grafico, una volta appurato il tipo di lavorazione, deve innanzitutto attenersi alle richieste ed allo stile del fotografo, non può pretendere di stravolgere totalmente il tipo di lavorazione o di imporre le proprie creazioni.
Il fotografo, di regola, conosce bene i propri clienti, sa cosa vogliono e sa cosa si aspettano, quindi bisogna accettare le critiche o i consigli, anche se questi non sembrano del tutto corretti. Esporre il proprio punto di vista è giusto e necessario, ma la decisione finale spetta al fotografo. Bisogna essere aperti alle modifiche, e non pretendere che il fotografo accetti ogni lavoro senza fiatare.
Rispettare i margini, informarsi sul tipo di stampa e sul profilo colore utilizzato dal laboratorio di stampa, considerare le pieghe e le rilegature, a nessuno piace vedere foto tagliate male o volti piegati al centro pagina.
Il mestiere del fotografo è frenetico, i tempi sono ridotti e non sempre i clienti sono disponibili e predisposti, specialmente se si tratta di bambini. Ciò significa che a volte uno scatto, per quanto voglia essere studiato e preparato, può sempre capitare un inconveniente che durate la fotografia è stato ignorato. E’ il caso di oggetti indesiderati, persone che passano sullo sfondo o comunque elementi di disturbo in generale. Dove possibile tali elementi andrebbero eliminati o comunque non vanno messi in evidenza. Un cassonetto dei rifiuti colmo sullo sfondo non è bello da vedere.
Per quanto alcuni template possano essere belli e richiesti, non abusarne. A lungo andare ritrovarsi sempre le stesse grafiche e le stesse composizioni risulta stancante e poco professionale.
Il grafico deve comunicare con il fotografo ed esporre eventuali problemi o difficoltà nella realizzazione del foto album, se è stato richiesto un determinato tipo di lavoro ma le foto non consentono di realizzarlo, sarebbe opportuno farlo presente al fotografo e trovare una soluzione alternativa.
Proporre sempre grafiche diverse, azzardare, stupire e non copiare gli altri grafici.
Consegnare se possibile qualche pagina in più rispetto al numero richiesto (due, massimo tre), ciò da la possibilità al fotografo di scartare eventuali grafiche ma di rimanere comunque nel numero di pagine necessarie per il foto album evitando così di ritornare su lavori già consegnati, ovviamente nei limiti degli accordi economici stipulati.
Non far passare gli errori come creatività, se si è commesso un errore, bisogna ammetterlo e prendere provvedimenti. Non giustificarsi arrampicandosi sugli specchi, errare è umano e su tante lavorazioni può capitare un errore, l’importante è che non diventi un’abitudine.
Ogni lavoro deve essere fatto con passione e meticolosità. Non lavorare mai come una catena di montaggio, bisogna prendersi i tempi necessari per ogni foto album. Al termine del lavoro è opportuno dedicare ulteriore tempo alla revisione delle pagine, osservarle dal lato del cliente, con occhio critico e distaccato dal mestiere di grafico.
Così come per il fotografo, è importante  guardarsi attorno, vedere altre lavorazioni, seguire le tendenze, azzardare, informarsi ed essere sempre creativo._DSC0233

Questi sono solo semplici consigli e non regole fondamentali che, nel lavoro quotidiano, dovrebbero essere passaggi naturali e scontati. La comunicazione tra il fotografo ed il grafico è fondamentale, come è fondamentale capire che lavoro si vuole realizzare e come lo si vuole realizzare. Chi si affida al fotografo non ha le idee chiare, il fotografo va ad intuito e non cerca di capire le esigenze e le richieste del cliente e non lo indirizza verso un determinato tipo di lavoro, il grafico a sua volta, non avendo avuto particolari richieste, realizza il foto album secondo i suoi canoni, quando il lavoro viene consegnano c’è il rischio che non soddisfi le aspettative del cliente ed ognuno riversa le colpe sull’altro senza trarne nulla di positivo, i tempi di consegna aumentano a causa delle modifiche ed il malumore prende il sopravvento. Quindi, al fine di evitare spiacevoli episodi, organizzate il vostro lavoro nel migliore dei modi, capite le esigenze, le richieste ed i gusti del cliente e… buon lavoro a tutti!


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